Passeggiata per il centro di Napoli

Da un po di tempo abbiamo deciso che i nostri regali per le varie occasioni saranno esclusivamente a tema viaggio: guide turistiche, valigie, biglietti per una qualsiasi meta, mappe, ecc..

Quindi in occasione del compleanno di Michele ho deciso di prenotare due biglietti per il treno destinazione NAPOLI.

Grazie alle promozioni offerte da Italo, raggiungere la città partenopea (da Roma nel nostro caso) è abbastanza comodo ed economico. Entrambi avevamo già visitato Napoli con le nostre rispettive famiglie quando eravamo molto piccoli, allora stavolta invece di girare il mappamondo sul comodino e puntare il dito in un altro stato abbiamo deciso di rimanere “in casa”.

Appena scesi dal treno prima tappa Pizzeria “Fortuna” (Via Pasquale Stanislao Mancini, 8), poco distante dal piazzale della stazione centrale. Locale tipico che offre la famosa pizza portafoglio a soli 1,50€. Iniziamo bene. Previsti 2 kg di ingrasso ( e così è andata a finire!).

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pizza portafoglio

Lasciati i nostri zaini al B&B iniziamo la passeggiata per il centro storico. Dopo una velocissima visita al mercato di Porta Nolana, dove sembra di essere catapultati negli anni 80, ci siamo diretti verso il lungomare perché è li che si trovava il nostro ristorante che abbiamo prenotato tramite The Fork ottenendo uno sconto del 20%. Scialatielli ai frutti di mare serviti in un piatto di pizza. E che te lo dico a fare?! Buonissimi!

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Ristorante Pizzeria Gust’Amè

Proseguiamo il lungomare fino al Maschio Angioino e da li si svolta per il Teatro San Carlo e Piazza Plebiscito. Maestosa, regale ma anche maledetta. Si, piazza del Plebiscito è maledetta. Forse questa è una delle scoperte più divertenti che abbiamo fatto negli ultimi viaggi. La leggenda narra che la regina Margherita concedesse una volta al mese ad uno dei suoi prigionieri di ottenere la libertà se solo fosse riuscito a superare la prova: partendo bendato dal portone del Palazzo Reale, avrebbe dovuto attraversare tutta la piazza e passare tra le due statue equestri situate davanti la Basilica di San Francesco di Paola. Nessuno prigioniero ci riuscì per via della maledizione della sovrana sulla piazza.

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Piazza Plebiscito

Vedendolo si trattava solo di un breve percorso rettilineo senza alcun ostacolo, quindi senza neanche pensarci troppo abbiamo deciso anche noi di sfatare il mito, come le tante altre persone che trovate li a camminare come zombie senza riuscire nell’intento. Ci bendiamo con una sciarpa e via! Passo dopo passo però ci si ritrova in diversi angoli della pizza ben distanti dalle due statue. Dopo diversi tentativi ci siamo arresi e sicuramente non saremmo stati liberati dalla Regina Margherita. Ah si. La famosa pizza deve il suo nome proprio a lei.

Continuiamo il tour per la via dello shopping napoletano, via Toledo. Qui si trovano i negozi delle più famose catene di abbigliamento, ma anche la stazione della metro più bella d’Europa. Acquistate un biglietto e scendete fino ai binari. SPETTACOLARE!

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stazione TOLEDO

Per l’ora del tramonto siamo tornati sul lungomare ed entrando a Castel dell’Ovo e salendo fino alle terrazze, ci siamo goduti un panorama fantastico dell’intero golfo di Napoli mentre si accendevano le prime luci. L’ingresso alla fortezza è gratuito.

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E per cena? Ovviamente la PIZZA! La pittoresca Via dei Tribunali offre un’ampia varietà di locali per tutti i gusti e tasche. Ed è qui che le più storiche pizzerie napoletane hanno la loro sede. Noi abbiamo scelto “Sorbillo” (anche su consiglio di Marika di GATE 309): una delle più note e buone e per questo c’è sempre molta fila. Arrivando prima dell’orario di apertura (19.00) abbiamo trovato già una trentina di persone davanti alla porta in coda. Abbiamo atteso solo una quindicina di minuti e dico solo perché alla nostra uscita la folla era molta di più quindi il consiglio è quello di non andare nelle ore di punta. In quasi tutte le pizzerie di Napoli non è possibile prenotare un tavolo in anticipo quindi armatevi di pazienza e attendete perché ne vale la pena. La famiglia Sorbillo da diverse generazioni delizia i suoi clienti con la sua buonissima pizza tipicamente napoletana (non vi aspettate una pizza croccante e sottile). Prodotti buonissimi e una varia scelta di gusti dai più tradizionali ai più creativi.

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Pizzeria Gino Sorbillo, via dei Tribunali 32

Il secondo giorno iniziamo il nostro giro dal Castel Sant’Elmo che sovrasta la città. Dalla fortezza si gode di una bellissima vista su tutto il centro storico. Si percorrono tutte le mura del bastione e all’interno del cortile principale è allestito il Museo del Novecento.  Finalmente da qui abbiamo anche capito l’etimologia di Spaccanapoli: la via divide letteralmente in due la fitta rete delle vie più antiche del nucleo cittadino.

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Michele – Castel Sant’Elmo

Scendendo per la Pedamentina, che offre anch’essa degli scorci unici, si arriva alle porte dei Quartieri Spagnoli dove si respira l’aria e la genuinità della vera Napoli. Donne che parlano da un terrazzo all’altro mentre stendono il bucato, altarini con madonne, musica neomelodica, piccole botteghe d’altri tempi, ragazzi su motorini in due senza casco che sfrecciano in questo labirinto di viette. Percorriamo via Pignasecca dove ogni giorno viene allestito il più caratteristico mercato cittadino. Peeeescee! Sola roba bella stamattina, eh signora! Arance, mele, pereeeee! 

E poi Piazza Dante, Piazza del Gesù Nuovo, Spaccanapoli e il Duomo fino ad arrivare all’Antica Pizzeria Da Michele per il pranzo. Anche qui la fila è lunghissima (abbiamo aspettato più di un’ora) ma se volete anche voi come Julia Roberts nel film “Mangia Prega Ama”  addentare una buonissima pizza, dovete attendere. Il locale e l’atmosfera che si respira all’interno sono molto autentici: qui però, a differenza di Sorbillo, la scelta è limitata a solo due pizze, o margherita o marinara, nel rispetto della tradizione.

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La vera e unica Antica Pizzeria “da Michele”

Per smaltire un pò, proseguiamo la passeggiata verso la famosissima strada dei Presepi. In Via di San Gregorio Armeno per tutto l’anno vengono vendute capanne, statuette, accessori e tutto ciò che riguarda il presepe e il Natale. Molti dei commercianti si dilettano oggi anche a riprodurre i vari volti noti della tv, dello sport e non solo: Pino Daniele, il mister Sarri e persino i personaggi della nota serie Gomorra. Oltre alle sculturine qui si trovano anche i classici souvenir da portare a casa e per i più scaramantici corni rossi di tutte le forme e grandezze che vengono “attivati” dal commerciante in persona con un particolare rituale.

La nostra passeggiata per Napoli si conclude qui. Ma è solo un arrivederci.

Trovate molte altre foto sul nostro profilo Instagram @pochispiccieunacartina

INFO UTILI:

DOVE DORMIRE: Noi abbiamo soggiornato presso il B&B Maison du la Metro che si trova in una posizione privilegiata per visitare tranquillamente il centro storico a piedi, ma è anche servito dalle principali linee metro (fermata proprio sotto la struttura).                     Il consiglio è di prendere in considerazione le strutture il più vicino possibile al centro. Qui trovate uno sconto di 15€ per prenotare una struttura su Booking.com: assicuratevi di prenotare accedendo al sito tramite questo link https://www.booking.com/s/846c74f1 

COME ARRIVARE: La stazione centrale è subito alle porte del centro storico e viene raggiunta sia da Trenitalia che Italo. L’aeroporto invece si trova circa 4 km dalla stazione.

GUIDA TURISTICA: Come in ogni nostro viaggio ci affidiamo alla nostra guida Lonely Planet che in questo periodo trovate in offerta del 25% sul loro sito.

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BUDA+PEST: cosa fare e vedere in 2 giorni

“Budapest è la più bella città del Danubio, [..]. Budapest da la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un’imponenza da città protagonista della storia”.

(da Danubio, Claudio Magris)

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Budapest? Che sorpresa!!

Economica, vicina, elegante e soprattutto giovane. La capitale dell’est-europa per eccellenza, famosa per i suoi bagni termali e il Danubio che separa Pest da Buda. Definita anche come la Parigi dell’est per i suoi palazzi-gioeillo e per i numerosi grandi viali alberati, Budapest oggi non è una meta molto gettonata dal turista medio nonostante le numerose attrazioni che ha da offrire.

Divisa fisicamente in 2 dal fiume, abbiamo organizzato la visita dedicandoci un giorno alla città storica di Buda e un giorno alla più vivace Pest.

1°GIORNO

  • Ponte della Libertà: uno tra i più famosi e bei ponti della capitale. Caratterizzato dal suo color verde-rame, è completamente realizzato in ferro sul modello del ponte sospeso e i suoi 4 piloni sono sormontati dalle statue di Turul, l’uccello leggendario della mitologia ungherese.viaggio (5)viaggio (10)
  • Hotel e Bagni Gellért: ad una delle estremità del ponte della Libertà si trova questo lussuoso hotel che ospita anche i famosi bagni termali Gellért. Le terme in stile art nouveau sono separate per uomini e donne e comprendono otto piscine di temperature diverse. viaggio (9).JPG
  • Cittadella e Monumento alla Libertà: dopo una lunga e faticosa salita tra i sentieri della collina Gellert, che offre dei panorami unici sull’intera città, si arriva al Monumento della Libertà. Una colonna alta 14 metri celebra la liberazione di Budapest dopo la seconda guerra mondiale. La Cittadella invece è una fortezza eretta dagli Asburgo per sorvegliare meglio gli ungheresi. (La visita dall’esterno è più che sufficiente). Essendo sulla cima di una delle colline più alte della città, da qui si gode di una fantastica vista della capitale.viaggio (14)viaggio (15)viaggio (16)viaggio (18)
  • Palazzo Reale: la collina su cui si erge è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Ex sede del governo dell’imperatore, oggi il maestoso palazzo ospita la Galleria Nazionale Ungherese e la Biblioteca Nazionale.viaggio (2)viaggio (36)viaggio (37)viaggio (40)viaggio (74)
  • Chiesa di Mattia Corvino: è qui che fu incoronata la famosa principessa Sissi sovrana d’Ungheria. In stile neogotico, la cattedrale è unica nel suo stile per lavorazione del tetto con i colori della bandiera ungherese. La principessa Sissi poi era solita andare nella pasticceria Ruszwurm, poco distante dalla chiesa, che offre numerosissime varietà di dolci per tutti i gusti. Tappa obbligatoria per i golosi! viaggio (43)viaggio (50)viaggio (61)
  • Bastione dei Pescatori: questo tratto di mura della città deve il suo nome alla corporazione dei pescatori che era stata incaricata di difenderlo durante il Medioevo. Dalle numerose torrette e terrazze si può ammirare l’Isola Margherita sul Danubio e il possente palazzo del Parlamento sulla riva opposta del fiume. Il tramonto da qui è unico, quindi il consiglio è di arrivare nel quartiere medievale nel tardo pomeriggio ed attendere che si accendano le luci della città che la mostrano nel suo lato migliore.viaggio (45)viaggio (46)viaggio (48)viaggio (49)viaggio (52)viaggio (53)
  • Ponte delle Catene: questo è sicuramente il ponte più bello e famoso della città. Nel 1849 è stato il primo collegamento ad unire Buda con Pest. viaggio (32)viaggio (65)

2°GIORNO

  • Nagycsarnok: il più grande e antico mercato coperto della città, offre una grande varietà di prodotti locali con bancarelle disposte su tre piani. Al secondo piano si trovano soprattutto negozi di souvenir e ristoranti molto economici. BUDAPEST (83)BUDAPEST (86)BUDAPEST (90)BUDAPEST (96)
  • Palazzo del Parlamento: è il terzo parlamento più grande al mondo dopo quello di Buenos Aires e di Bucarest ed è sicuramente il più maestoso palazzo d’Ungheria. Ogni giorno vengono organizzate visite guidate anche in italiano ed è possibile prenotarle anche online così da evitare la fila alla biglietteria. Salendo la scala d’oro si arriva alla sala della cupola dove è custodita la corona di Santo Stefano, il tesoro più importante del Paese. viaggio (87)viaggio (85)viaggio (84)viaggio (81)viaggio (79)viaggio (63)viaggio (59)viaggio (58)
  • Monumento delle scarpe: poco distante dal Parlamento proprio sulla riva del Danubio, vennero fucilati e buttati nel fiume migliaia di ungheresi. Oggi per ricordare le vittime sono state realizzate 60 paia di scarpe di metallo gettate alla rinfusa sulla banchina.viaggio (89)viaggio (90)viaggio (92)
  • Basilica di Santo Stefano: questa chiesa è la più importante d’Ungheria anche per la reliquia che custodisce al suo interno: la mano destra di Santo Stefano. Pagando un biglietto si può salire fino alla cupola con le scale o con ascensore e a 96m di altezza la vista sull’intera città è incredibile.viaggio (93)viaggio (95)viaggio (97)viaggio (68)
  • Piazza degli Eroi: alla fine dell’elegantissimo viale Andrassy, dichiarato patrimonio dell’umanità, la piazza commemora i personaggi che hanno fatto la storia d’Ungheria. Al centro della piazza si erge il monumento del millenario e la tomba del milite ignoto.viaggio (108)
  • Parco Varosliget: questo parco municipale è molto frequentato dai cittadini in cerca di un pò di relax. Nelle acque del lago si specchia il fiabesco castello di Vajdahunyad, originariamente costruito in legno per l’Esposizione del Millennio ma poi realizzato in pietra per volere dei cittadini. D’inverno il lago diventa una grande pista di pattinaggio su ghiaccio.viaggio (109)viaggio (111)viaggio (115)
  • Bagni Szechenyi: questo è il complesso termale più grande d’Europa. Dotato di diverse piscine a diverse temperature, sia interne che esterne è perfetto come ultima tappa della visita alla città. Il consiglio è quello di un biglietto per un ingresso pomeridiano con l’affitto di una cabina personale privata. Quindi nel vostro bagaglio non potranno mancare costume, accappatoio e ciabatte. Buon Relax! Ah..rimanete almeno fino alle 20 nelle piscine esterne (tranquilli l’acqua è calda) quando si accendono le luci e il vapore crea un’atmosfera surreale.viaggio (116)NOVATEK CAMERA

 

INFO UTILI

  • Il fiorino ungherese è la valuta corrente in Ungheria. Molti negozi accettano anche l’euro ma con una maggiorazione sul prezzo, quindi cambiate un pò di soldi in Italia (noi abbiamo cambiato solo 50€ alla ForexChange che al momento aveva il tasso di cambio più basso) oppure informatevi bene se il vostro bancomat vi permette di prelevare o acquistare all’estero senza una commissione molto alta. Evitate le agenzie di cambio all’aeroporto.
  • Per raggiungere il centro città dall’aeroporto è possibile prendere il bus 200E direzione Kőbánya-Kispest e da li prendere la metro M3 blu. Il costo del biglietto cumulativo bus-metro acquistabile all’aeroporto è circa 2,70€. Oppure è presente anche il servizio taxi e il noleggio di bus shuttle.
  • Passate una bella serata in uno dei numerosi “bar in rovina” della città. Sono locali che occupano cortili ed edifici abbandonati ed offrono ogni sera concerti, spettacoli, dj set. L’ingresso è gratuito e all’interno vi sono anche bar e chioschi dove mangiare. Il più famoso e storico è il Szimpla Kert, nel quartiere ebraico.

Trovate queste e molte altre foto di Budapest nel nostro articolo su Giruland.

Portogallo #3: SINTRA e CABO DA ROCA

Per concludere in bellezza il nostro viaggio in Portogallo, abbiamo scelto di visitare la fiabesca città di Sintra e il promontorio di Cabo da Roca.

Sintra è facilmente raggiungibile in treno da Lisbona e grazie all’abbonamento giornaliero  “treni&bus”, al costo di 15€ (si risparmia molto rispetto ai singoli biglietti) si può usufruire del servizio ferroviario e della rete di autobus di ScottUrb con la quale si possono raggiungere le principali attrazioni di questo paesino da favola e successivamente Cabo da Roca. Il biglietto è acquistabile alle biglietterie self-service presenti in tutte le stazioni dei treni.

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stazione Rossio – Lisbona

 

Noi siamo partiti dalla centralissima stazione di Rossio, e dopo circa 45 minuti di viaggio siamo arrivati a Sintra. Proprio davanti all’uscita c’è il capolinea degli autobus e grazie al n° 434 (il circolare turistico) si può evitare una faticosissima salita fino al Castelo dos Mouros. Si può scegliere di comprare un biglietto cumulativo per le entrate ai vari palazzi con diverse combinazioni. Noi avendo poco tempo a disposizione abbiamo optato per l’entrata al Castello e al Palacio da Pena (circa 20€ a testa). Dopo un bellissimo sentiero immerso nel verde si giunge alle possenti mura della rocca. Trovandosi in cima alla collina di Sintra, il Castello Moresco è strategicamente posizionato per l’importante ruolo di difesa che ricopriva sin dal X secolo: infatti da qui si gode di una vista a 360° che spazia dalle coste dell’oceano Atlantico fino alla capitale portoghese. Affrontate le prime scalinate vertiginose, si può percorrere tutto il lungo percorso delle mura soffermandosi ad ammirare il meraviglioso panorama dalle numerose torri di vedetta. Il paese di Sintra sotto di noi appare ancora più magico: immersi nella rigogliosa vegetazione sempre verde spiccano i vari palazzi-castello dai toni chiari e con tetti particolarissimi. Saliti fin in cima alla punta più alta del castello si intravede finalmente il coloratissimo Palacio da Pena. Fortunatamente c’erano ben pochi turisti dal momento che siamo arrivati a Sintra prima dell’orario di apertura delle attrazioni,  e quindi abbiamo così evitato di percorrere queste altissime mura zig-zigando tra mille visitatori.

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Torniamo alla fermata del bus 434 con la quale raggiungiamo l’entrata del Palacio da Pena. Avendo già acquistato il biglietto cumulativo non dobbiamo fare un’ulteriore fila. Superato il maestoso cancello si rimane affascinati dall’immenso parco che circonda il Palazzo. Fontane, sentieri, antichi ruderi, si susseguono lungo l’ascesa alla reggia. Per i più sedentari e meno avventurosi, si può usufruire del servizio navetta al costo di 1€, ma le code d’attesa sono lunghissime. Pian piano tra la folta vegetazione si iniziano a scorgere i brillanti colori che caratterizzano il Palacio da Pena. Questa stravagante costruzione, dalle cupole azzurre, portali moreschi, intonaci rosa e gialli e torri merlate, fu fatto costruire come regalo di nozze al re del Portogallo. La fusione tra i vari stili e i colori sgargianti lo rendono unico nel suo genere. Gli interni sono un pò deludenti, ma…sono gusti!

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Dopo una brevissima pausa pic-nick nel parco, riprendiamo il bus 434 direzione centro storico. L’atmosfera surreale la si percepisce anche lungo i vicoli zeppi di localini tipici e botteghe di artigiani d’altri tempi. Dalla piazza principale dove si erge il Palacio Nacional, parte un altro autobus turistico che raggiunge le altre attrazioni come il Palazzo di Monserrate e il Convento dei Cappuccini.

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Noi invece torniamo alla stazione e saliamo (sempre grazie al biglietto “treni&bus”) sul n°403 direzione Cascais con sosta a Cabo da Roca. Soltanto 40 minuti di viaggio ci separano dal punto più occidentale del continente europeo con un faro a strapiombo sull’oceano. Noi abbiamo deciso di arrivare qui 2 ore prima del tramonto così da avere del tempo di scattare miliardi di foto e di scendere giù per i vari sentieri fino all’oceano. Con le parole non si riesce a descrivere bene questo luogo fantastico e così emozionante..e allora lasciamo parlare le foto!

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Se volete avere un ricordo indelebile di questa avventura, all’ufficio turistico presente nell’unica struttura del posto, è possibile richiedere un certificato che attesti la vostra presenza nel punto “Onde a terra se acaba e o mar começa” .

Alle 18.00 circa ci siamo seduti sulle rocce ad ammirare lo spettacolo del tramonto che ci ha regalato le ultime bellissime emozioni di questo viaggio.

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Quando ormai il sole è sprofondato negli abissi dell’oceano, e il faro inizia a segnalare la rotta, riprendiamo l’autobus direzione Cascais (controllate bene gli orari) e scendiamo al capolinea che si trova proprio di fronte alla stazione dei treni. Avendo ancora un pò di tempo non perdiamo l’occasione di scoprire anche questa cittadina. Passeggiando per le principali vie di questo borgo marino si incontrano vari locali dove cenare. Oramai notte si torna a Lisbona in treno (utilizzando di nuovo il biglietto “treni&bus”) e scendiamo alla stazione di Cais do Sodré.

Così si è concluso il nostro viaggio in questo paese bellissimo e ricco di luoghi da scoprire.

Portogallo #2: PORTO

Dopo una lunga attesa, finalmente è arrivato anche il post su Porto. Ci scusiamo per non aver più aggiornato il blog ma le feste natalizie e la sessione invernale degli esami universitari ci hanno impegnato giorno e notte. Ma..meglio tardi che mai, no?

Come già spiegato nei precedenti articoli, il “campobase” per il nostro viaggio in Portogallo è stato Lisbona, ma l’aver deciso di soggiornare tutte le notti nella capitale non ci ha impedito poi di spostarci e raggiungere facilmente le altre mete da scoprire: Porto ad esempio.

Porto, la capitale indiscussa del vino portoghese, dista circa 320 km da Lisbona, ma è facilmente raggiungibile grazie alla fitta rete di collegamenti tra le due più importanti città del Paese. Molti dicono che l’ascesa verso nord “on the road” ti permette di attraversare paesini caratteristici e di entrare più in contatto con le tradizioni e le persone del luogo. Sicuramente è la via che più ti fa conoscere a pieno il vero volto della nazione. Il nostro poco tempo a disposizione però non ci ha consentito il percorso in auto, così abbiamo optato per il mezzo più veloce ed economico, l’aereo. Il volo Ryanair Lisbona-Porto, con andata e ritorno in giornata, costa circa 16€, e con soli 50 minuti si raggiunge il nuovissimo aeroporto Francisco Sà Carneiro.

Quindi, sveglia presto e con un taxi (la metro di Lisbona apre alle 6.30) ci siamo diretti all’aeroporto per prendere il primo volo per Porto, alle 7.45, così da avere un’intera giornata per la visita alla città. Una volta arrivati, la linea viola della metropolitana permette di raggiungere comodamente il centro città, con un viaggio di circa 40 min. al costo di €1,80 più €0,50 per la carta ricaricabile. Noi abbiamo deciso di scoprire la città esclusivamente a piedi, per non perderci le coloratissime porticine degli edifici del centro storico, l’odore della francesinha provenire dai locali un po’ retrò ma soprattutto per ammirare il particolarissimo quartiere di Ribeira, patrimonio UNESCO.

Scesi alla fermata di Sao Bento, rivestita completamente di azulejos, iniziamo la discesa verso il Rio Douro attraversando le tipiche viuzze della Ribeira. Case coloratissime, azulejos, piccole botteghe artigianali d’altri tempi, scorci meravigliosi ed infine il bellissimo lungo fiume, dove si affacciano molti locali quali bar, ristoranti e pasticcerie.

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Lungo la passeggiata verso lo spettacolare Ponte de Dom Luis I, si possono ammirare le tipiche barche usate un tempo per trasportare le botti di vino lungo il Douro. Da qui si gode di una vista privilegiata dell’altra sponda del fiume che ospita le più famose cantine vinicole. Attraversando il ponte, realizzato da un allievo di Gustave Eiffel, infatti se ne può riconoscere lo stile, si arriva al quartiere di Vila Nova de Gaia, da dove, contrariamente a prima, si apre una splendida vista “da cartolina” sull’intera Ribeira. Ed è qui, mangiando un panino in riva al fiume, che ci siamo innamorati di questa città. La tranquillità (nonostante i turisti), il fiume, il vino, i colori delle vecchie abitazioni che si sviluppano sui fianchi di un’altura, mura medievali, campanili barocchi rendono questo panorama fiabesco.

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Diamo un ultimo sguardo a questa romantica città e iniziamo a risalire verso il centro città. Tappa obbligatoria è la cattedrale da Sè, che come un grande edificio fortificato si erge in cima all’altura. Arriviamo poi su Rua Santa Catarina, la più elegante e ricca via del centro con vetrine lussuose e caffè storici. Per una sosta gastronomica non si può non andare al grande Mercado do Bolhao dove poter acquistare prodotti freschi, tipicità, qualche bottiglia di buon Porto e dei souvenir.

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Uno dei miglior modi per conoscere una città è poterla osservare dall’alto, e sicuramente a Porto ne avrete l’occasione: la Torre dos Clerigos si staglia sopra la città con i suoi 76 metri (225 scalini) e permette di ammirare uno spettacolare panorama a 360°. Purtroppo la stanchezza era molta e quindi ci siamo limitati ad osservare la torre dal basso (un alternativo punto di vista no?!). Ma la ciliegina sulla torta è sicuramente la Livraria Lello, una delle più antiche e belle librerie del mondo. Un mix tra tradizione neo-gotica e architettura liberty, una scala maestosa, il soffitto riccamente decorato, le pareti di legno intarsiato e un lucernario di vetri colorati creano un’atmosfera quasi sacra. Questa “cattedrale” del libro è ormai diventata famosa anche per aver ospitato alcune scene del film Harry Potter, quindi il flusso di turisti oggi è limitato da un piccolo prezzo d’ingresso, 3€, che in caso di acquisto di un libro verrà poi rimborsato. Da non perdere!

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Nonostante la nostra breve sosta a Porto, questa città ci ha molto stupito, quasi più di Lisbona e a dir la verità ci è sembrato quasi di aver visitato due città completamente diverse e non è raro infatti che molti dicano “ti è piaciuta Lisbona? Si? Allora non ti piacerà Porto” o il viceversa. Beh, a noi ci ha colpito di più Porto. Non fatecene una colpa.

Alla prossima tappa viaggiatori → → → SINTRA

ps: per ulteriori consigli e suggerimenti non esitate a contattarci. Ci trovate anche sulla nostra pagina facebook qui!

Grazie 1500!

Lo sappiamo! Ultimamente abbiamo un pò trascurato questo blog, ma le vacanze natalizie ci impegnano a mangiare tutto il giorno, buttare gli ultimi “pochi spicci” a 7&mezzo, ecc.. Ci scusiamo per il disagio ma inizieremo presto a lavorare per voi!

Buon anno tutti e grazie mille per averci visitato 1500 volte in questo 2015 un pò strano.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 1.500 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 25 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Portogallo #1: LISBONA

Come già anticipato nel nostro primo articolo sul Portogallo, Lisbona non ci è entrata nel cuore. Questo non vuol dire che non ci sia piaciuta o che non abbia arricchito il nostro bagaglio di viaggiatori. Semplicemente non ci ha colpiti, forse perchè pieni di aspettative, forse perchè il tempo non è stato dalla nostra parte, forse…    Inutile trovare altre spiegazioni! Non è tra le nostre preferite. Nonostante tutto vogliamo raccontarvi la nostra esperienza in questa città dai mille colori.

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Siamo arrivati all’aeroporto di Lisbona nel primo pomeriggio e abbiamo raggiunto facilmente il centro città grazie alla fermata della metro che si trova proprio all’uscita del Terminal. La nostra prima impressione è stata a dir poco positiva: vagoni nuovissimi, pulitissimi e un servizio abbastanza frequente e puntuale (a differenza della nostra cara Roma). Fin qui tutto ok. Il biglietto da visita della città è buono. Questa nostra impressione però diventa subito negativa non appena usciti dalla stazione metro di Rossio, centralissima, dove veniamo subito assaliti da venditori di sostanze diciamo “non autorizzate” e quando successivamente ci incamminiamo verso il nostro appartamento e ci ritroviamo a dover percorrere una stradina al quanto deprimente: case semi-abbandonate o distrutte, sacchi dell’immondizia dappertutto e gli sguardi dei mille venditori dei mini-market h24 quasi a voler dire che stavamo invadendo il loro territorio. Forse ci saremo aspettati di trovare realtà simili nelle periferie, come siamo abituati a vedere in Italia, e non di certo nel centro storico della città. I nostri centri storici sono come gioiellini, sempre abbastanza curati e puliti. Qui a Lisbona ci è parso il contrario. Molte vie del centro sono buie, sporche e abbandonate o in alcuni casi occupate illegalmente. Una cosa però ci ha stupiti positivamente: a Lisbona vivono molte etnie diverse provenienti da ogni parte del mondo e convivono tutti molto pacificamente e nel rispetto delle altre culture. Ci piace.

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Il nostro tour inizia dalla centralissima piazza Dom Pedro IV, delimitata a nord dal Teatro Nacional, dallo stile neoclassico, e lungo i lati da numerose attività commerciali. Dalla piazza abbiamo poi imboccato la via principale del quartire, Rua Augusta, sempre affollata da turisti in giro per fare shopping o per mettersi in fila sotto l’Elevador de Santa Justa. È uno dei più belli ascensori panoramici della città, con la sua struttura in ferro battuto. Prezzo del biglietto eccessivo (5€) dal momento che la terrazza panoramica è facilmente raggiungibile gratuitamente passando dietro le rovine del Convento do Carmo, di cui vi parleremo successivamente. Continuando su Rua Augusta e passando sotto l’Arco da Victoria, coronato da statue di portoghesi illustri, si giunge alla Praça do Comercio. È qui che arrivavano i viaggiatori che raggiungevano Lisbona in nave ed infatti anche oggi questa piazza si presenta come punto di accesso alla città, affacciandosi direttamente sul rio Tejo. È una della più suntuose piazze della città con le sue facciate gialle e le arcate settecentesche. Da qui è anche possibile osservare il Ponte 25 de Abril e il Cristo Rei sull’altra sponda del fiume. Forse non tutti lo sanno ma anche a Lisbona si trova una copia della famosa statua del Redentore di Rio de Janeiro. DSC_0033 DSC_0039

Dalla Praça do Comercio ci siamo incamminati verso il Castello de São Jorge: preparatevi a dover salire molto in alto e ciò comporta molte scale, salite e poi di nuovo scale, ma il panorama visto dalle mura della fortezza (ingresso studenti 5€) merita la sfacchinata fatta per salire fin qui. Per i più pigroni ci sono vari autobus, tram e tuck-tuck (a noleggio) che raggiungono la sommità del colle, ma secondo noi perdersi tra gli stretti vicoli ricchi di street art e locali d’altri tempi è un’occasione unica. Una volta dentro il Castello si possono percorrere le alte cinte murarie della fortezza ed a ogni angolo o torre si possono scorgere viste mozzafiato sull’intera città. Ah, aspettate il tramonto! Ne varrà la pena. La nostra prima giornata si è conclusa al locale Bonjardim dove si può mangiare un gustosissimo pollo arrosto.

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Per il secondo giorno abbiamo organizzato una visita ad una delle principali e più famose attrazioni della città: l’Oceanario. Si trova fuori dal centro quindi occorre arrivare in metro o in treno e scendere alla fermata Oriente, stazione realizzata dal famoso architetto Calatrava in occasione dell’Expo del ’98. Usciti dalla stazione ci siamo diretti verso il lungo fiume e una volta attraversato il Parco des Naçoes siamo arrivati all’Oceanario prima dell’orario di apertura e con il biglietto d’ingresso già alla mano (acquistato online 15€) per evitare una lunga fila per entrare. Senza bagnarsi, senza pinne nè maschera ci si immerge nelle profondità dell’Oceano e come in un’escursione subacquea si possono ammirare squali, razze, mante, pesci luna e molte altre specie nella grandissima vasca centrale. Nella struttura sono ricostruiti vari sistemi ambientali terrestri come la foresta pluviale, la barriera corallina e i ghiacciai antartici dove si possono anche guardare i simpaticissimi pinguini. Scendendo al piano inferiore ci si emoziona davanti a Nemo, ai cavallucci marini e alle tanto temute meduse. Possiamo assicurarvi che è un’esperienza unica. È bello tornare bambini per un giorno e meravigliarsi davanti allo spettacolo della natura.

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Terminata la visita, ci siamo diretti, costeggiando il fiume, verso la torre Vasco da Gama e all’omonimo ponte che si trova alla sue spalle: questo lunghissimo serpentone di 17 km (il più lungo d’Europa) collega le due sponde del Tejo. Per un pranzo veloce, prima di tornare verso il centro città, ci siamo fermati al centro commerciale che offre molti punti ristoro per tutti i gusti e tasche.

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Dalla stazione Oriente abbiamo poi ripreso la metro e questa volta siamo scesi a Santa Apolonia, ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dell’Alfama, uno dei quartieri più antichi e tipici di Lisbona. La nostra prima tappa è il Panteao Nacional. Questo grandissimo edificio in marmo bianco, oggi ospita le tombe di illustri portoghesi. Salendo ancora verso la cima del colle Graça, si arriva alla Igreja de Sao Vicente de Fora. Ci troviamo nel labirintico quartiere dell’Alfama dove tutto sembra essersi fermato negli anni 50: è un luogo ideale per perdersi tra vicoli pittoreschi, piazzette, scalinate che fiancheggiano minuscoli negozi (davvero piccolissimi), bar con vecchie insegne al neon, chiese tipicamente bianche ed è qui che è facile incrociare la gente del luogo, per lo più anziani, seduti davanti all’uscio di casa che chiacchierano e ascoltano il malinconico fado. Questo genere musicale è nato proprio qui, tra questi stretti vicoli. Si ascolta questa melodia nostalgica provenire dalle finestre aperte, mentre le donne stendono i panni in queste stradine colorate dagli azulejos e da i tram che sferragliano per le ripide salite.

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Saliti al Miradouro das Portas do Sol si può godere della vista da cartolina sui tetti dell’Alfama e il fiume da sfondo. Lisbona è la città dei Miradouros: punti panoramici, che si trovano rigorosamente sulle cime dei colli, che offrono panorami da cartolina. Dopo aver visitato la cattedrale da Sé, siamo saliti sul famoso tram 28 per raggiungere altre due terrazze panoramiche, Miradouro da Graça e Miradouro da Senhora do Monte, dove ci siamo goduti un fantastico tramonto che rende unica la vista sulla capitale.

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Stanchi dalla lunga camminata nell’Alfama, scendendo dal colle da Graça, ci siamo diretti verso il nostro appartamento passando per la piazza di Martin Moniz: un’enorme piazza rettangolare moderna e ricca di chioschi dove fare una breve pausa. Qui si trova il capolinea del tram 28 che permette una vista completa sulla città. Il biglietto (€2,85) si fa direttamente a bordo e il giro completo dura circa 45 minuti. Il nostro consiglio è quello di salire o la mattina presto o la sera tardi per evitare lunghe file per entrare e per trovare un posto seduti per godere della vista dai finestrini. Essendo un tram prevalentemente turistico è spesso frequentato da borseggiatori quindi fate molto attenzione!

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Il nostro terzo giorno inizia alla scoperta di Belem, una frazione della città di Lisbona facilmente raggiungibile con il tram n°15. Questa zona deve la sua fama ai molti monumenti che oggi celebrano l’epoca delle scoperte portoghesi, tutti nominati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il nostro tour inizia dalla Igreja Santa Maria de Belem, proprio davanti alla fermata del tram. L’ingresso è gratuito ed è quindi molto probabile trovare una lunga fila per entrare. La chiesa in stile manuelino, sopravvissuta al terremoto del 1755, è caratterizzata da esili e alti pilasti foderati da sculture ornamentali e da una fitta rete di nervature gotiche per sostenere la copertura dell’enorme transetto. Purtroppo il nostro poco tempo a disposizione non ci ha permesso di visitare anche l’interno del Mosteiro dos Jeronimos: la fila per entrare era lunghissima e non volevamo togliere tempo alle altre cose da vedere. DSC_0390 DSC_0402

Sulle rive del fiume, proprio di fronte al Mosteiro, si erge il Monumento dos Descobrimentos, che con i suoi 52 metri di altezza permette una bella vista del Tago e dell’intera cittadina di Belem. Lungo i lati di questa caravella in marmo bianco sono raffigurati i personaggi più importanti dell’era delle grandi scoperte nel XV e XVI secolo.

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Procedendo sul lungo fiume, si arriva alla Torre di Belem (biglietto studenti 3€), costruita per difendere lo sbocco del Tago. Quest’edificio, anch’esso in stile manuelino, è oggi il simbolo più rappresentativo di Lisbona ed è qui che i navigatori partivano a scoprire nuove rotte. Simile ad un pezzo degli scacchi, questa singolare torre è accessibile tramite un ponte levatoio e salendo per una stretta scala a chiocciola si arriva fino al quarto piano visitando tutte le varie sale che caratterizzano ogni livello.

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Tornando verso la fermata del tram non si può non fermarsi alla Antiga Confeitaria de Belem per deliziarsi con i suoi famosi pasteis de belem: croccanti cestini di pasta sfoglia farciti con crema e cannella.

Ripreso il tram siamo scesi alla stazione di Cais do Sodre, dove si trova anche il Mercado da Ribeira. È veramente un posto carino dove concedersi una pausa pranzo. Ogni stand offre prodotti differenti, dalla carne al pesce, dal dolce al salato. Una volta ordinato, ci si siede dove si trova posto al centro della struttura, condividendo i tavoli con gli altri. Vi consigliamo di assaggiare il baccalà, uno dei piatti tipici portoghesi.

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L’ultima nostra tappa nella capitale lusitana è il Bairro Alto, quartiere molto tranquillo durante il giorno (ci hanno spiegato che è il quartiere della movida serale) caratterizzato da stradine ricche di bistrot, bar e boutique. Da Cais do Sodre si può facilmente raggiungere la sommità del colle tramite l’Elevador da Bica, una funicolare del XIX secolo che sale fino al belvedere di Santa Catarina.

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Attraversando vicoli decorati da graffiti siamo arrivati alle rovine del Convento do Carmo (ingresso studenti 2,50€). Questa chiesa è stati quasi interamente distrutta dal terremoto del 1755. La sua bellezza deriva proprio dal fatto che le sue colonne e l’ossatura degli archi siano esposti all’aperto e quindi avendo il cielo da sfondo in tutte le sue sfumature. Dalla piazzetta retrostante le rovine si arriva facilmente al corridoio panoramico collegato con la terrazza dell’Elevador de Santa Justa, di cui vi abbiamo parlato prima.

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La nostra visita alla città è finita qui. Un ultimo sguardo dall’alto alla città che ci è piaciuta, ma non molto, che ci ha emozionato, ma non molto..che non ci ha fatto innamorare di lei! Ma sicuramente questo non ci ha scoraggiato, anzi! Siamo partiti alla scoperta di altre due città portoghesi: Porto e Sintra.

Alla prossima tappa viaggiatori → → → PORTO

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